La sindrome fibromialgica

Il 12 maggio ricorre la Giornata Mondiale della Fibromialgia; l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riconosciuto tale patologia come invalidante già nel 1992, ma in Italia sono ancora in corso i lavori per inserirla nell’elenco delle patologie croniche (Quotidianosanità.it, 5 maggio 2017).

La fibromialgia, o sindrome fibromialgica, è una condizione cronica definita clinicamente, ma con un’eziologia attualmente ancora sconosciuta, caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico cronico diffuso che frequentemente coesiste con disturbi del sonno, disfunzioni cognitive (in particolare legati alla memoria), fatica cronica e disturbi psicologici quali ansia e depressione. I pazienti, inoltre, spesso riportano alti livelli di disabilità, che conducono a un frequente utilizzo dei servizi sanitari, all’interruzione dell’attività lavorativa (Van Gordon et al., 2017).

Secondo una recente revisione (Wolfe et al., 2016) dei criteri diagnostici (precedentemente pubblicati nel 1990 e nel 2010/2011), la fibromialgia dovrebbe essere diagnosticata, negli adulti, se si presentano:

  • Presenza di dolore generalizzato, definito come dolore in almeno 4-5 distretti corporei;
  • I sintomi devono essere stati presenti a un livello simile per almeno 3 mesi;
  • Punteggio alWidespread pain index (WPI) ≥ 7 and allaSymptom Severity Scale(SSS) ≥ 5; oppure WPI of 4–6  SSS ≥ 9;
  • La diagnosi di fibromialgia è valida indipendentemente dalle altre diagnosi e non esclude la presenza di altre patologie clinicamente importanti.

Il dolore (cronico poli-distrettuale di natura muscolo-scheletrica ed extra-scheletrica, irriducibile, ricorrente e duraturo) è di sicuro il sintomo principale e maggiormente invalidante di questa patologia. Generalmente, esso si manifesta in tutto il corpo, può iniziare in una sede localizzata e successivamente diffondersi in altri distretti. Il dolore fibromialgico viene descritto in una grande varietà di modi: sensazione di rigidità, contrattura, bruciore, tensione ecc. Spesso varia in relazione ai momenti della giornata, ai livelli di attività, alle condizioni atmosferiche, ai ritmi del sonno e allo stress. L’astenia è un altro sintomo ben riconoscibile; il paziente riferisce stanchezza cronica che lo porta ad abbandonare le normali attività della vita quotidiana. Dolore e stanchezza riducono gli scambi sociali, umani, ludici, lavorativi portando il paziente a un distacco progressivo dalla normalità.

Come emerge da quanto esposto sopra, tale patologia è caratterizzata da un quadro sintomatologico svariato e di difficile inquadramento. La difficoltà nella diagnosi e nell’identificazione dell’eziologia delle sindromi fibromialgiche risiede soprattutto nel fatto che non esistono alterazioni evidenziabili con esami di laboratorio e non causa danni radiologicamente visibili. Nonostante la ricerca evidenzi come il genere femminile e la familiarità siano aspetti importanti nell’esordio della fibromialgia, le cause specifiche non sono tutt’ora chiare, sebbene esistano alcune ipotesi.

È stato ipotizzato che tali sindromi siano conseguenti a fenomeni di alterazione della percezione del dolore (con una diminuzione della soglia del dolore) attraverso i meccanismi ascendenti e discendenti (rispettivamente sensibilizzazione periferica e centrale). In particolare, il fenomeno della sensibilizzazione centrale determinerebbe un’aumentata risposta dei circuiti cerebrali all’ormone della corticotropina. La percezione dolorosa sarebbe quindi sotto-regolata dai meccanismi endogeni anti-nocicettivi che sono attivati dagli stimoli nocivi e dallo stress. Lo stress sembra quindi giocare un ruolo chiave nello sviluppo, mantenimento ed esacerbazione dei sintomi fibromialgici ed è stato il focus di molti studi (Malin e Littlejhon, 2016) . Esso tuttavia può anche costituire il risultato di tale patologia e della disabilità che comporta, rendendo quindi l’associazione complessa e multidimensionale.

Uno dei grossi problemi che affliggono i pazienti affetti da questa patologia riguarda il suo scarso riconoscimento. Spesso, prima di arrivare alla diagnosi, il presentarsi di sintomi in assenza di chiari segni porta a ritenere il paziente un malato immaginario. Ciò conduce a un circolo vizioso che porta all’aumento di reazioni depressive e ansiose, insieme alla rassegnazione.

Nonostante l’eterogeneità di approcci terapeutici possibili, sembra che gli interventi maggiormente efficaci nel miglioramento dei sintomi fibromialgici siano costituiti dall’integrazione di approcci farmacologici volti al controllo del dolore e strategie non-farmacologici (Nüesch et al., 2013). Tra questi ultimi si possono annoverare per esempio l’esercizio fisico, le tecniche di mindfulness l’ipnosi, gli interventi psico-educativi, il sostegno psicologico e la psicoterapia. Attraverso un approccio psicologico, è possibile ottenere la riduzione dei sintomi chiave, migliorando il funzionamento quotidiano, l’umore e il senso di controllo sul dolore (Bernardy et al., 2013).

PER ULTERIORI INFO
http://www.fibromialgiaitalia.it/site/
http://sindromefibromialgica.it/

BIBLIOGRAFIA

Malin, K., & Littlejohn, G. O. (2016). Psychological factors mediate key symptoms of fibromyalgia through their influence on stress. Clinical rheumatology, 35(9), 2353-2357.

Nüesch, E., Häuser, W., Bernardy, K., Barth, J., & Jüni, P. (2013). Comparative efficacy of pharmacological and non-pharmacological interventions in fibromyalgia syndrome: network meta-analysis. Annals of the rheumatic diseases, 72(6), 955-962.

QuotidianoSanità.it Interrogazioni/4. Faraone su fibromialgia: “Indagine clinica per verificarne classificazione come malattia cronica”. Pubblicato il 5 maggio 2017.

Van Gordon, W., Shonin, E., Dunn, T. J., Garcia‐Campayo, J., & Griffiths, M. D. (2017). Meditation awareness training for the treatment of fibromyalgia syndrome: A randomized controlled trial. British Journal of Health Psychology, 22(1), 186-206.

Wolfe, F., Clauw, D. J., Fitzcharles, M. A., Goldenberg, D. L., Häuser, W., Katz, R. L., … & Walitt, B. (2016, December). 2016 Revisions to the 2010/2011 fibromyalgia diagnostic criteria. In Seminars in Arthritis and Rheumatism (Vol. 46, No. 3, pp. 319-329). WB Saunders.