Seleziona una pagina

I Social Network sono piattaforme online sempre più utilizzate e in continua evoluzione. Ce ne sono più di 200, tra cui i più comuni sono Facebook, Instagram, Twitter e Linkedin. Le caratteristiche che fanno di un sito un Social Network sono la possibilità di costruire un profilo pubblico o semi-pubblico, di impostare una lista di utenti (detti amici, follower, contatti) con cui condividere i propri contenuti, monitorare le proprie connessioni con gli altri profili.

Quali differenze tra mondo online e mondo offline?

 

 

Che sia durante la frequentazione di un sito internet o di un bar o un parco, le relazioni sociali fanno intrinsecamente costitutive del modo di essere di qualsiasi individuo. Lo studio delle relazioni online potrà aprire nuove strade alla comprensione comprensione nell’ambito delle neuroscienze sociali, ma ad oggi gli ambienti sociali e virtuali rimangono ancora molto differenti tra di loro per i seguenti aspetti:

  • Adesione alle norme sociali: nel mondo virtuale viene spesso a mancare la reciprocità che contraddistingue gli scambi faccia a faccia. Per esempio la violazione delle norme di educazione si verifica più frequentemente rispetto al mondo offline.
  • Prossimità spaziale o sociale: i Social Network danno la possibilità di entrare in contatto con persone che non necessariamente sono vicini a livello spaziale (per esempio amici di altri paesi) e sociale (per esempio possibilità di connessione con personaggi pubblici, artisti, politici, ecc.)
  • Temporalità: la conversazione nel caso di commenti a post sui Social Network è caratterizzata dalla presenza di pause nei commenti, mentre lo scambio offline si caratterizza per la maggiore immediatezza. Inoltre, come dice il famoso detto Verba volant, scripta manent: ciò che viene scritto tra i commenti e nei post sui Social Network, a differenza di una conversazione a voce, è permenente e può essere reperito anche dopo molto tempo
  • Identità evidente vs nascosta: sui Social Network è possibile creare profili in cui la propria identità non è evidente, mentre nelle relazioni offline nella maggior parte dei casi sappiamo con precisione con chi ci stiamo rapportando.
  • Self-disclosure: sui Social Network è molto più probabile rivelare aspetti e temi privati, rispettoa quando ci si confronta direttamente con le persone (online 80% vs offline 30%)
  • Forma: lunghezza del messaggio e tipo di contenuto (scritti, video, fotografie, ecc.)

 

Perché si usano i Social Network?

 

 

Le due motivazioni principali che spingono le persone all’utilizzo di queste piattaforme sembrano essere la possibilità di connettersi agli altri e quella di gestire l’impressione che si fa sugli altri attraverso la pubblicazione di post, reazioni e commenti.

Anche dal mondo delle neuroscienze negli ultimi anni sono arrivate conferme in questo senso: i circuiti cerebrali coinvolti nell’utilizzo dei Social Media, infatti, sarebbero gli stessi che vengono attivati dalla cognizione sociale:

  1. Network della mentalizzazione, che coinvolge la corteccia prefrontale dorsomediale, la giunzione temporoparietale, il lobo temporale anteriore, il giro frontale inferiore e la corteccia cingolata posteriore
  2. Sistema autoreferenziale: corteccia prefrontale mediale e corteccia cingolata posteriore
  3. Network della ricompensa sociale: corteccia prefrontale ventromediale, striato ventrale e area tegmentale ventrale

 

 

Uso dei Social Network e implicazioni patologiche

 

 

Nonostante le molte differenze tra i due tipi di ambiente, sembrerebbero esistere delle continuità tra i comportamenti. Uno studio condotto dal National Centre on Addiction and Substance Abuse (2011) ha rilevato che gli adolescenti che spendono più tempo sui Social Network sono 5 volte più inclini a fumare, 3 volte più inclini a bere alcol e 2 volte più inclini a fumare cannabis.

Esistono 5 tipologie di dipendenze comportamentali legate al mondo del web:

  1. Computer Addiction (dipendenza dai giochi online)
  2. Information overload (dipendenza da web surfing)
  3. Cybersexual addiction (dipendenza da pornografia e sesso online)
  4. Net compulsions (dipendenza da gioco d’azzardo e shopping online)
  5. Cyber-relationship addiction (dipendenza dalle relazioni online)

La problematica psicologica che si lega all’uso dei Social Network è legata all’ultimo tipo di dipendenza, cioè quella che fa riferimento alle relazioni online. Ciò richiama il fatto che, nella dipendenza da Social Network, il comportamento da cui l’individuo è dipendente non è l’utilizzo in sé della piattaforma, ma la relazione con gli altri che si instaura attraverso il sito in questione.

La persona quindi, ha una estrema necessità di pubblicare e ricevere feedback al fine di costituire la propria stabilità personale, in quanto si riconosce a livello identitario solamente attraverso lo specchiarsi nello sguardo altrui, che è proprio costituito dalle azioni che seguono il proprio post.

Cambiamenti cerebrali e dipendenza da Social Network

Uno dei circuiti cerebrali maggiormente coinvolto nelle dipendenze è il sistema della gratificazione, che elabora i comportamenti adattivi diretti a uno scopo, attivati da eventi ambientali o da risposte corporee. Questo sistema è responsabile degli effetti positivi e piacevoli della gratificazione naturale e della piacevolezza delle sostanze e dei comportamenti di abuso/dipendenza.

Il sistema della ricompensa coinvolge:

  1. Nucleo Accumbens: elaborazione della ricompensa che motiva il comportamento, incluso il comportamento problematico
  2. Amigdala: collegamento dei segnali ambientali (uso Social Network) ai sistemi neurali del rinforzo negativo (il sollievo da una condizione di avversione come il ritiro), così come nella ricompensa positiva e nella ricompensa da aspettativa, come quelli mediati dal Nucleo Accumbens
  3. Corteccia Mediocingolata (regione dorsale della ACC): autocontrollo e processi inibitori in risposta all’impulso

La Social Network Addiction sembrerebbe comportare differenze strutturali in questo sistema, in particolare una diminuzione della sostanza grigia nell’amigdala (responsabile della sensibilizzazione del sistema della ricompensa e della “potatura” neuronale) a fronte di un aumento sostanza grigia nella corteccia mediocingolata e nella corteccia cingolata anteriore (che significa che il controllo inibitorio è preservato da decadimento). Non viene rilevata alcuna differenza nel nucleo accumbens.

I soggetti con dipendenza da internet sembrano avere una prestazione peggiore nei compiti che richiedono l’apporto della corteccia prefrontale e del ciontrollo esecutivo, e in particolare emergono deficit nel decision making: scelte più svantaggiose e rischiose anche dopo esplicitazione delle regole, minore flessibilità cognitiva e difficoltà di inibizione.

Inoltre, emerge una peggiore performance nei compiti di inibizione e di working memory rispetto ai controlli. Nel caso di stimoli il cui significato è legato a internet, però, i soggetti hanno mostrato una migliore performance di WM. In particolare, rispondevano velocemente alle parole il cui significato era legato a internet (stimolo saliente) ma avevano più difficoltà nell’inibizione della risposta.

 

 

Conclusioni

 

 

In definitiva, sembra ormai evidente che in correlazione alla dipendenza da Social Network avvengano cambiamenti strutturali e funzionali del cervello, in particolare nella corteccia prefrontale. È importante che tale problematica sia considerata una patologia a se stante, con differenze dalle altre forme di dipendenza.

 

 

Bibliografia

Brand, M., Young, K. S., & Laier, C. (2014). Prefrontal control and Internet addiction: a theoretical model and review of neuropsychological and neuroimaging findings. Frontiers in human neuroscience8, 375.

Turel, O., He, Q., Xue, G., Xiao, L., & Bechara, A. (2014). Examination of neural systems sub-serving Facebook “addiction”. Psychological Reports115(3), 675-695.

He, Q., Turel, O., & Bechara, A. (2017). Brain anatomy alterations associated with Social Networking Site (SNS) addiction. Scientific Reports7, 45064.

Heilig, M., Epstein, D. H., Nader, M. A., & Shaham, Y. (2016). Time to connect: bringing social context into addiction neuroscience. Nature Reviews Neuroscience17(9), 592.

Meshi, D., Tamir, D. I., & Heekeren, H. R. (2015). The emerging neuroscience of social media. Trends in cognitive sciences19(12), 771-782.

Nie, J., Zhang, W., Chen, J., & Li, W. (2016). Impaired inhibition and working memory in response to internet-related words among adolescents with internet addiction: A comparison with attention-deficit/hyperactivity disorder. Psychiatry research236, 28-34.