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I dati dell’Istat rivelano che l’Italia è uno dei paesi più sedentari d’Europa e il dato non riguarda solo gli adulti, ma si riferisce anche ai bambini. Nel 2017, i bambini nella fascia d’età tra i 6 e i 10 anni che non praticavano sport e attività fisica erano il 18,8%, se prendiamo in considerazione la fascia d’età che va dai 3 ai 5 anni, i dati sono ancora più preoccupanti: il 48,8% non pratica né sport né attività fisica.

La conseguenza di questo stile di vita sedentario è che, in Italia, un bambino su 3 è in sovrappeso. Oltre ad aiutare a mantenere un peso corporeo salutare, l’attività fisica aiuta a sviluppare l’apparato muscolo-scheletrico, il sistema cardio-vascolare e respiratorio e la consapevolezza neuromuscolare, cioè la coordinazione e il controllo del movimento.

I benefici dell’attività fisica, tuttavia, non riguardano solo la salute fisica.  È sempre più riconosciuto a livello scientifico che l’attività fisica costituisca una importante determinante del funzionamento cognitivo e neurale dei bambini oltre ad avere diversi benefici fisiologici e psicologici. I risultati di diverse ricerche mostrano come alti livelli di attività fisica migliorino il funzionamento cognitivo e i risultati accademici nei bambini in età scolare (Carson et al., 2016).

Una meta analisi del 2016 di Jackson e colleghi, ad esempio, ha mostrato che un programma strutturato di allenamento rivolto a bambini tra i 7 e i 12 si associ ad un miglioramento significativo della capacità di inibizione; si tratta di un insieme di capacità che ci permettono di regolare il nostro comportamento in modo da fornire una risposta adeguata alla situazione in cui ci troviamo, è  un’importante funzione cognitiva alla base di diversi processi mentali complessi come l’intelligenza, l’interazione sociale e l’abilità di risolvere problemi complessi.

L’attività aerobica, inoltre, influisce anche sulla memoria di lavoro, cioè sulla capacità di mantenere in memoria delle informazioni utili per il compito che si sta svolgendo, che è una funzione cognitiva fondamentale per i processi di apprendimento (Scudder et al., 2015).

L’attività sportiva, dunque, non è nemica della preparazione scolastica! Uno studio pubblicato nel 2006 da Nelson e Gordon-Larsen che ha coinvolto più di undicimila adolescenti ha mostrato che i ragazzi impegnati in attività sportive avevano meno possibilità di mettere in atto comportamenti rischiosi come l’assenteismo scolastico o l’uso di droghe e avevano maggiori possibilità di ottenere voti alti a scuola.

Infine, non dimentichiamoci il ruolo svolto dallo sport nell’insegnare ai bambini a socializzare, a rispettare le regole e a accettare le sconfitte, aspetti fondamentali del processo di crescita.

 

 

Carson, V., Hunter, S., Kuzik, N., Wiebe, S. A., Spence, J. C., Friedman, A., … Hinkley, T. (2016). Systematic review of physical activity and cognitive development in early childhood. Journal of Science and Medicine in Sport, 19(7), 573–578.

Jackson, W. M., Davis, N., Sands, S. A., Whittington, R. A., & Sun, L. S. (2016). Physical Activity and Cognitive Development. Journal of Neurosurgical Anesthesiology, 28(4), 373–380.

SCUDDER, M. R., LAMBOURNE, K., DROLLETTE, E. S., HERRMANN, S. D., WASHBURN, R. A., DONNELLY, J. E., & HILLMAN, C. H. (2014). Aerobic Capacity and Cognitive Control in Elementary School-Age Children. Medicine & Science in Sports & Exercise, 46(5), 1025–1035.

Nelson, M. C. & Gordon-Larsen, P. (2006) Physical activity and sedentary behavior patterns are associated with selected adolescent health risk behaviors. Pediatrics, 117, 1281-90.