La parola emozione deriva dal verbo latino “emovere“, che significa rimuovere, trasportare fuori, scuotere. L’emozione è dunque qualcosa che ci fa scuotere dal nostro stato abituale, che ci fa muovere.

Essa è definibile come una risposta affettiva intensa e breve, che si produce come reazione a un avvenimento o a una situazione. È associata a specifici cambiamenti corporei ed è correlata a ciò che è importante per noi (obiettivi, preoccupazioni).

Sono esperienze coscienti che implicano un’attività cerebrale e hanno una valenza positiva o negativa.

 

Quali sono le emozioni?

Negli anni ’60, Paul Ekman studiò attraverso il metodo Facial Action Coding System (FACS) i movimenti dei muscoli del viso, identificando 6 emozioni comuni in tutte le culture: allegria, tristezza, gioia, disgusto, ira, paura e sorpresa.

In realtà, nel tempo è stato possibile comprendere come ,le sfumature emotive siano molte di più e molto meno definite tra di loro.

Le emozioni possono essere primarie, cioè quelle che dipendono in modo più diretto dai nostri istinti e si manifestano facilmente a livello espressivo, o complesse, che necessitano di maggiore elaborazione a livello mentale e implicano uno scambio di informazioni tra la corteccia e il sistema limbico.

L’utilità delle emozioni

Le emozioni sono il risultato della nostra storia evolutiva: inizialmente servivano a massimizzare l’esistenza della specie e aumentare il benessere dell’individuo.

Se le osserviamo in questo senso, quindi, possiamo sottolineare tre processi per cui esse sono essenziali:

  • Adattamento: generano risposte appropriate davanti alle sfide ambientali

  • Motivazione: entrano in gioco nei processi decisionali

  • Comunicazione: l’espressione delle emozioni ci permette di prevedere il comportamento altrui e hanno un valore enorme nei rapporti interpersonali e nell’adattamento all’ambiente sociale

 

Se osserviamo le emozioni con uno sguardo meno evolutivo e più utile a comprenderle al giorno d’oggi, ci accorgiamo subito di come esse siamo fondamentalmente la base della nostra quotidianità, in quanto danno senso all’esperienza. Le emozioni ci orientano nel rapporto con gli altri e nel rapporto con il mondo.

 

Le emozioni nel  cervello

Sappiamo che le emozioni sono molto di più di impulsi cerebrali.

Tuttavia esistono dei correlati neurali che le rendono possibili: l’attività del nostro cervello costituisce la base neurale delle emozioni, anche se per comprendere i motivi per cui le proviamo non è sufficiente osservare l’attivazione cerebrale, ma è necessario indagare più a fondo la storia e i progetti della persona.

Le emozioni si “producono” nel nostro cervello grazie al lavoro dei neurotrasmettitori nella trasmissione delle informazioni tra i neuroni: questo è anche il modo in cui agiscono gli psicofarmaci, aumentando o inibendo la presenza di determinate molecole a livello cerebrale.

I più noti neurotrasmettitori sono:

  • Dopamina: emozioni positive, sistema della ricompensa, sensazione di piacere
  • Serotonina: benessere, placa ansia e controlla gli impulsi
  • Noradrenalina: eccitazione, potenzia livello dell’umore e le risposte fisiche e mentali
  • Acetilcolina: memoria e apprendimento
  • GABA: inibizione, modula l’aggressività

Le aree cerebrali delle emozioni

 

Ad oggi si sa che le principali arre cerebrali implicate nell’elaborazione emotiva sono:

  • Amigdala: ruolo chiave nell’elaborazione dei segnali sociali dell’emozione (in particolare la paura), nel condizionamento emotivo e nel consolidamento delle memorie emotive
  • Corteccia prefrontale: nella parte orbitofrontale, sembra che questa part del cervello costituisca la base per il comportamento socialmente orientato a uno scopo, permettendoci di districarci nelle situazioni sociali.
  • Corteccia cingolata anteriore: implicata dell’integrazione delle informazioni viscerali, attentive ed emozionali coinvolte nella regolazione emotiva e in altre forme di controllo top-down.
  • Ipotalamo: sembrerebbe parte di un network più ampio coinvolto nel processamento della ricompensa, nella motivazione sessuale e nella rabbia

 

 

Ci emozioniamo tutti nello stesso modo?

 

 

Abbiamo detto che le emozioni hanno una fondamentale componente corporea.

Secondo l’ottica fenomenologica, “l’emozionarsi è il significato incarnato della situazione in corso” (Liccione, 2011 p. 74). In questo senso possiamo dire che il contesto emotivo dà senso e significato all’esperienza che viviamo in un determinato momento, aprendo nuove possibilità di azione nel mondo.

Non per tutti però, l’emozionarsi è vissuto nello stesso modo. Esiste infatti un continuum dell’emozionarsi, a cui estremi si trovano le modalità inward e outward. Che cosa significa?

Per coloro che si emozionano prevalentemente secondo una modalità inward, il senso di stabilità personale è mantenuto prevalentemente attraverso la sintonizzazione sui segnali corporei. La relazione con gli altri e il senso della situazione in corso saranno quindi regolate sulla messa a fuoco dei propri stati interni.

Per le persone che invece hanno una modalità di emozionarsi più tendente al versante outward, l’altro (inteso come persona, contesto, valori) costituisce il riferimento per il mantenimento del proprio senso di stabilità personale. Le emozioni prendono forma dal coinvolgimento con l’altro nelle varie situazioni.

Secondo una ricerca condotta nel 2005, i due estremi del continuum sarebbero correlate ad attivazioni neurali differenti: in presenza di stimoli che elicitano paura, i soggetti che si emozionano in modo viscerale mostrano una maggiore attivazione di amigdala, ippocampo e corteccia prefrontale mesiale, mentre in coloro che si situano sul versante outward le arre maggiormente attive erano la corteccia del giro fusiforme, la corteccia occipitale e la corteccia prefrontale dorsolaterale.

 

Bibliografia

Arciero, G., & Bandolfi, G. (2012). Sé, identità e stili di personalità. Bollati Boringhieri.

Dalgleish, T. (2004). The emotional brain. Nature Reviews Neuroscience5(7), 583-589.

Liccione, D. (2011). Psicoterapia cognitiva neuropsicologica. Bollati Boringhieri.

National Geographic (2019). Le emozioni. RBA Italia, Milano

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