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Abbiamo parlato tante volte di come sta cambiando la concezione dell’invecchiamento e della terza età.

Anche nell’immaginario comune, ormai l’ultrasessantacinquenne è un individuo attivo, che svolge innumerevoli attività durante la quotidianità. Tra queste, possiamo annoverare le vacanze e i viaggi.

L’approfondimento di oggi, quindi, riguarda il turismo nella terza età: come si coniuga la voglia di viaggiare con i cambiamenti insisti nell’avanzare degli anni?

 

 

Il cambiamento degli over 65

 

Innanzitutto è utile osservare le caratteristiche dei nuovi anziani.

Questi, rispetto al passato, appaiono più sani, maggiormente istruiti e con una maggiore indipendenza rispetto ai loro coetanei del passato. In questa situazione socio-economica, il turismo si sta configurando come un’aspetto fondamentale per incrementare il benessere psicologico e la qualità di vita, soprattutto dopo il pensionamento.

Il periodo del pensionamento costituisce per l’individuo una transizione importante, con un forte impatto sulla qualità di vita e anche sulle attività di svago che si intraprendono.

 

 

Perchè si viaggia (o non si viaggia) durante la terza età?

 

Alcuni studi hanno rilevato che le motivazioni che spingono i viaggiatori senior a intraprendere una vacanza possono essere: il rilassamento, la voglia di incontrare nuove persone e di socializzare o di stare insieme alla famiglia, la nostalgia o la voglia di fare esperienze che li completino, aumentando le proprie conoscenze (Huang & Tsai, 2003; Sellick, 2004).

Insomma, a quanto sembra durante la terza età si viaggia più o meno per gli stessi motivi che emergono da adulti!

Nonostante le motivazioni legate alla crescita personale e al miglioramento, è frequente che molti anziani percepiscano delle barriere al turismo. Esse possono essere categorizzate in 5 dimensioni:

  • Risorse esterne: mancanza di informazioni, difficoltà finanziarie, ecc.
  • Fattori temporali (mancanza di tempo, il turismo interrompe la routine quotidiana, importante per gli anziani)
  • Approvazione di famiglia e amici, che se manca potrebbe portare la persona a sentirsi in colpa nel partire
  • Fattori sociali: mogli o mariti che non amano viaggiare, scarsa compagnia per intraprendere un viaggio che non si vuole fare da soli
  • Benessere fisico (problemi di salute, poche energie, disabilità)

 

 

Perchè un over 65 dovrebbe viaggiare?

 

L’intera lettratura scientifica ci mostra come intraprendere attività piacevoli, che mantengono mentalmente e fisicamente attivi e che permettono di instaurare legami sociali sia una delle migliori attività di prevenzione rispetto alle patologie neurodegenerative, in  quanto permette di ottimizzare la propria riserva cognitiva.

Senza ombra di dubbio, il viaggio rientra in questo tipo di attività, e questo è già un buon motivo!

Inoltre, poiché gli anziani si mettono in viaggio solo in conseguenza a forti motivazioni psicologiche, sembrerebbe che tale attività contribuisca a migliorare notevolmente il livello di qualità della vita della persona.