Cosa sono?

I Disturbi dell’Apprendimento (DSA), inseriti tra i disturbi del neurosviluppo nel DSM 5, sono caratterizzati da difficoltà di apprendimento e dell’uso di abilità scolastiche quali lettura, scrittura e calcolo. I DSA sono:

: riguardano esclusivamente alcuni processi di apprendimento lasciando inalterato il funzionamento cognitivo generale;

: non sono la conseguenza di un trauma, un blocco emotivo-relazionale o della poca voglia di studiare, ma emergono nel momento in cui i bambini cominciano a sviluppare l’abilità di lettura, scrittura e calcolo;

: il bambino con DSA non ha una patologia, quanto piuttosto delle caratteristiche individuali che seguono uno sviluppo atipico. Si parla, infatti, di neurodivesità: i bambini con DSA hanno intelligenza e capacità cognitive adeguate alla loro età, ma possono apprendere con difficoltà e a un ritmo più lento dei compagni disperdendo energie a causa delle loro caratteristiche individuali di apprendimento non assecondate in quel momento dalla didattica.

I DSA sono la causa principale di difficoltà scolastiche e di abbandono scolastico, per questo una corretta e immediata diagnosi è fondamentale per creare interventi personalizzati e adeguati alle caratteristiche individuali dei bambini che favoriscano e garantiscano l’apprendimento.

Diagnosi e riabilitazione

In passato un bambino con difficoltà di apprendimento veniva scambiato per pigro e molto svogliato. Oggi grazie alla formazione di personale specializzato questi bambini giungono all’attenzione clinica. Quando vi è il sospetto di un disturbo specifico dell’apprendimento è infatti fondamentale riconoscerlo il prima possibile.

La legge 56/89 stabilisce che in Italia la diagnosi venga svolta da logopedisti, psicologi e medici (neuropsichiatri infantili) attraverso l’utilizzo di test standardizzati in linea con le indicazioni della Consensus Conference e dell’Istituto superiore di Sanità. Ai bambini vengono somministrati test che valutano: 

  •  intelligenza;
  • capacità di scrittura;
  • capacità di lettura;
  • comprensione del testo;
  • capacità di calcolo.

Al termine delle prove i risultati vengono argomentati in una relazione contenente l’eventuale diagnosi del disturbo di apprendimento riscontrato e le successive strategie da adottare. All’interno del contesto scolastico strumenti compensativi e misure dispensative hanno il fine di garantire e di agevolare l’iter educativo degli allievi. 

Lo psicologo, in quanto professionista sanitario, può essere utile anche oltre la diagnosi in quanto, conoscendo i processi neuropsicologici di funzionamento, può guardare lo studente non solo in un’ottica educativa ma anche e soprattutto riabilitativa. 

Il lato emotivo nei DSA

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento non si limitano ad impattare la vita scolastica dei bambini, ma possono anche avere un effetto sul loro benessere psicologico.

I DSA, infatti, si possono associare a disturbi emotivi e comportamentali e sono considerati un fattore di rischio per un futuro disagio psicologico. Non riuscire con la stessa facilità dei coetanei negli stessi compiti di lettura o scrittura, ad esempio, può portare i bambini a sviluppare un concetto di sè più negativo (Tabassam e Grainger 2002), una minore autostima e sentimenti di ansia e depressione (Hall, Spruill e Webster 2002).

Alla luce di questi dati è evidente come una diagnosi precoce sia fondamentale per dare a bambini, genitori e insegnanti gli strumenti per comprendere i motivi delle difficoltà di apprendimento e mettere in atto delle strategie per compensarle!

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